Lettori fissi

martedì 23 maggio 2017

Una storia di Marinella Barigazzi



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Marinella è una traduttrice ed autrice 
molto preziosa nell'ambiente editoriale per ragazzi.

Dati i tristi avvenimenti di oggi,
 vuole regalarci questo suo testo,
un bocciolo di speranza.


Mamma, mi regali un sogno?
                         di Marinella Barigazzi                          

“Mamma, mamma!” grida Marco spaventato.
“Che cosa c’è? È notte, dovresti dormire…”
“Ho fatto un brutto sogno. Ero a scuola, e c’era tanta confusione. A un certo punto è arrivato qualcuno e ha sparato. Poi mi sono svegliato.”
“Un brutto sogno davvero!”
“Mamma mi regali il tuo sogno? Così mi dimenticherò del mio.”
“D’accordo. Ho sognato che accendevo la televisione e dicevano che era successa una cosa straordinaria.”
“Davvero?
“Si. Tutte le guerre del mondo erano finite.”
“Uh... mi sembra davvero una cosa straordinaria!”
“C’era una piazza enorme con tanta gente che arrivava correndo, ballando e cantando. Si sventolavano bandiere con delle scritte. Dicevano “Pace, Rispetto, Tolleranza e Libertà.”
“Mi piace, questo sogno. Vai avanti per piacere, mamma.”
“Le bandiere si muovevano alte nel vento, verso il cielo. Le strade si riempivano di gente: donne e uomini di tutte le età che si prendevano per mano e quando si incrociavano si salutavano e sorridevano.”
 “Come nei sentieri in montagna? Mamma, non possiamo fare anche noi questa cosa delle bandiere e dei sorrisi?”
“Si che possiamo.”
“Allora forse non è più un sogno.”
“Si, lo è. E' un grande sogno.”  
 “Lo voglio proprio questo sogno. Anch’io voglio sorridere alla gente e salutarla quando la incontro e non voglio più sognare uomini che sparano come nelle guerre.”
 “Va bene, te lo regalo. Ma non tenerlo solo per te. Raccontalo a tutti.”
“Così diventerà vero?”
“Non lo sappiamo… Ma se lo racconterai e altri lo racconteranno forse comincerà a diventare un pochino vero.”
 “Grazie, mamma. Adesso torno a dormire per sognare il tuo sogno.”
     E Marco sognò…
Sognò il cortile della scuola che come una grande piazza accoglieva bambini provenienti da tutte le parti del mondo.
Sognò la maestra che li salutava e sorrideva.
Sognò anche le bandiere che dicevano  Pace, Rispetto, Tolleranza e Libertà.
    Poi si svegliò.
Si preparò in fretta e prima di uscire di casa prese un fiore da un vaso.
Lo portò alla maestra e le disse: “Buongiorno, maestra. Sai, questa notte ho fatto un sogno…”.

(tutti i diritti riservati)
www.marinellabarigazzi.com




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